IL REGNO DEI FUNGHI

 

I funghi sono organismi che rivestono un ruolo fondamentale per la sopravvivenza dei nostri boschi e prati. In ogni ecosistema esiste una forte correlazione tra le varie componenti, siano esse vegetali o animali. Tutte queste componenti sono interdipendenti tra loro e necessarie al corretto svolgimento e chiusura del ciclo vitale. Ogni essere fa parte della catena alimentare e verrà metabolizzato e ricondotto al ciclo vitale tramite la degradazione operata dai funghi a da altri batteri su piante ed animali. Senza questo imoportante processo di decomposizione, la fertilità del terreno verrebbe notevolmente ridotta, con conseguenze assai negative sulla salute delle piante e quindi sulla loro crescita. I boschi e i prati del nostro appennino sono purtroppo sempre più spesso messi a dura prova dal calpestio provocato da mezzi meccanici e da animali al pascolo, per non parlare “dell’assalto” durante i periodi di crescita fungina di migliaia e migliaia di persone, le quali, incosapevolmente operano una fortissima pressione con il loro calpestio sul terreno, occludendo di fatto la normale porosità del terreno stesso. L’occlusione di questi pori riduce sensibilmente la proprietà fisica del terreno di approvigionarsi del giusto quantitativo di acqua e aria durante le pioggie, provocando forte sofferenza alle radici delle piante sempre più assetate, e di conseguenza, ai funghi stessi, simbionti di queste piante.

Natura dei funghi:

Spesso parlando di funghi si utilizza il termine “frutti”. In effetti possono essere considerati i frutti di una pianta sotterranea (denominata micelio), i cui “rami” sono dei filamenti, le ife. Il fungo come dicevo, è il frutto di questo micelio, e la sua comparsa è di breve durata e in occasione di condizioni climatiche favorevoli alla sua maturazione. Il micelio invece permane nel terreno perennemente, fino a quando non si verificheranno fattori in grado di causarne l’essicazione.

La riproduzione dei funghi:

I funghi si riproducono grazie alle spore contenute nell’imenoforo. L’imenoforo può essere costituito da lamelle, tubuli, pori o aculei nella grande parte dei funghi che incontriamo, oppure, nel caso di determinati funghi, l’imenoforo si trova all’interno (ad esempio le vescie) e rilascia spore soltanto quando il fungo è maturo. La maturazione delle spore è sempre necessaria per consentirne il distacco dall’imenoforo e la dispersione nell’ambiente.

Una volta a terra, se le spore incontreranno condizioni favorevoli, inizieranno il processo di germinazione che porterà alla formazione di una nuova colonia. La germinazione ha necessità di molti fattori concomitanti per potere iniziare: vento, habitat, temperatura, umidità, ed altri ancora. Per facilitare tutto ciò, ogni fungo produce un numero altissimo di spore, al fine di avere una probabilità maggiore di attecchire.

Le spore possono già contenere al loro interno due polarità, quella maschile e quella femminile (in questo caso la germinazione risulta più agevolata), oppure soltanto una delle due, dove sarà quindi necessario l’incontro con un’altra spora di polarità opposta. Quando germinano due spore di opposta polarità e corredo cromosomico aploide (n), le ife che si svilupperanno porteranno alla nascita di un micelio primario. Perchè possa formarsi il micelio da cui nasceranno i funghi (micelio secondario), è indispensabile l’unione tra due miceli primari. Il contatto tra due miceli primari, porterà alla plasmogamia, ovvero la fusione delle cellule dei due miceli, al fine di ottenere cellule con al loro interno due nuclei distinti. Questa cellula con due nuclei separati al suo interno, prende il nome di “dicarion”, il cui corredo cromosomico è n+n. Il dicarion si riproducerà a sua volta dando vita al micelio secondario, che continuerà a svilupparsi finchè non avverrà la fusione (detta cariogamia) dei due nuclei fino a quel momento separati, creando così cellule con corredo cromosomico diploide (2n). Una volta formato il micelio secondario e con la presenza delle giuste condizioni ambientali, avviene la fruttificazione e la nascita del carpoforo nella forma che noi conosciamo. Una volta maturato il fungo, all’interno del suo imenio (la parte fertile), avviene una processo di separazione (meiosi) del corredo cromosomico diploide 2n, grazie al quale verranno prodotte cellule nuovamente aploidi n (le spore). Da qui, riparte tutto il ciclo vitale sopra descritto.

L’alimentazione dei funghi:

Pensando ai funghi come organismi vegetali, si potrebbe pensare che soddisfino il loro bisogno di nutrimento tramite la fotosintesi clorofilliana. I funghi però non sono provvisti di clorofilla, e pertanto non hanno la capacità di trarre nutrimento grazie al processo di sintesi organica innescato dalla interazione tra clorofilla e luce solare. Questa loro differenza rispetto al mondo vegetale fotosintetico li classifica come eterotrofi (si cibano di composti organici sintetizzati da organismi autotrofi), condizione tipica del regno animale, anzichè autotrofi, tipica del regno vegetale appunto.

Il modo in cui si procurano nutrimento li porta ad un’ulteriore classificazione:

 

Saprofiti: si nutrono di sostanze organiche non viventi, degradando la sostanza organica e riportando al terreno le sostanze nutritive necessarie alla ripartenza del ciclo biologico

Parassiti: si nutrono a spese di altri esseri viventi (nel caso di funghi parassiti di bosco, altri funghi o piante). Attaccano generalmente esseri debilitati portandoli alla morte, operando così una selezione naturale in grado di fare sopravvivere solo gli esemplari più forti

Simbionti: si nutrono grazie alla micorrizia, ovvero un fenomeno di scambio di sostanze chimiche nutritive tra il micelio e le radici terminali della pianta, tramite l’intreccio delle ife con le radici stesse. Dalle piante i funghi ottengono i principi nutritivi, mentre la rete dei miceli dei funghi in simbiosi con la pianta, consente di espandere notevolmente l’area circostante ove la pianta può assorbire sali minerali e acqua

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