L’Ottobre 2013 sull’Appennino Tosco-Emiliano

Un mese bellissimo quello di Ottobre, con la sua miriade di colori che dipingono le chiome dei nostri boschi. Questo appena trascorso è stato inoltre eccezionalmente mite e pertanto veramente gradevole da vivere all’aperto. Clima molto umido con piogge frequenti seguite da schiarite

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E’ il mese delle castagne, e un pò come per i funghi, non è stata di certo una delle annate migliori. Comunque sia, qualche bella “caldarrostata” c’è scappata 🙂

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La luce pomeridiana vira velocemente al dorato, le giornate si accorciano a vista d’occhio

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Si ripercorrono gli stessi sentieri per tutto l’anno, per tutti gli anni, ed ogni volta sembra la prima

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mi capita spesso di spiare gli abitanti di questi luoghi, mentre si cibano o cacciano nei campi, prede o predatori che siano, in particolare sotto sera

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a terra e sui ceppi delle piante compaiono i funghi ottobrini, tra cui diverse varietà di chiodini, questi in particolare (Armillaria cepistipes) fruttificati su radici affioranti dal terreno

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molto diffusi anche gli esemplari di Amanita citrina, una di quella Amanita da evitare di raccogliere in quanto tossica

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Parlando di boschi di castagno, Ottobre è il periodo dei Boletus pinophilus, i porcini che chiudono la stagione dopo averla inaugurata a tarda Primavera

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La fine della stagione, nonostante la temperatura ancora gradevole, è ormai prossima

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Verso metà mese, nebbia fitta e pioviggine esaltano l’Autunno nella sua accezione più negativa. E’ tempo di visitare le faggete ed incontrare i porcini ottobrini, quelli di foglia….al caldo sotto coperta 🙂 : bellissimi Boletus edulis, e aggiungerei, anche molto viscidus 🙂

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Quando si puliscono pare di avere delle trote tra le mani: non di rado si rischia il lancio del porcino 🙂

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Edulis o pinophilus non fa differenza

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ecco un esempio di pinophilus che tiene fede al proprio nome: nato sotto un tronco di pino, circondato da pigne ed aghi….di pino 🙂

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Persino fotografarli diventa difficile con quel riflesso iperlucente del cappello….

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Per fortuna ci sono giorni in cui il Sole torna padrone della scena, e i risultati si manifestano immmediatamente: le faggete sono di una bellezza incantevole

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e i loro frutti mi aspettano immersi nella loro spessa coperta di foglie

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con la testa appena affiorante, nati dove il Sole batte più deciso nelle ore centrali della giornata

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sfruttando il riparo e il calore dei sassi….chiamali stupidi sti funghi! 🙂

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Sul finire del mese, la situazione si è fatta ancor più “umida”. Una vera e propria bomba d’acqua si è abbattuta sul crinale dell’Alta Val Parma (circa 250mm di pioggia in 5 ore registrati a Lagdei). Canali d’acqua ovunque nei boschi e sui sentieri, Lago Santo tracimato ed entrato nel rifugio Mariotti. Lungo i rami della Parma sono evidenti i segni lasciati dalla piena di quella notte

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Il mattino seguente, ho fatto la conta dei superstiti: per ogni fungo raccolto, due non ce l’hanno fatta 🙁

In compenso, quelli sopravissuti, o perchè molto giovani al momento del diluvio, o perchè più riparati, erano davvero notevoli. Da lontano facevano proprio una bella figura!

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anche ad uno sguardo più ravvicinato non erano male. Si vedono persino gli aghi che il canale d’acqua sceso per il bosco ha depositato sul gambo e sotto il cappello. Praticamente un porcino spartiacque 🙂

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Altri, come dicevo, si sono salvati grazie a ripari naturali, rinchiusi nelle loro case di sasso 🙂

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L’abetaia, con la sua chioma fitta ripara meglio il bosco da questi nubifragi, e quando si apre il cielo, regala scorci di luce molto belli

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luci ed ombre si susseguono costantemente

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e il fragore delle acque accompagna i miei passi

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in una composizione artistica in continua evoluzione

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colori che ravvivano il grigiore del cielo

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dal bosco ai prati d’altura, dove sia nel prato che a bordo macchia si possono ritrovare esemplari interessanti

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ultime perle di stagione prima del freddo e della neve

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respirando l’aria umidia tipica di Ottobre, riempendomi gli occhi delle sue tonalità

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aspettando altri paesaggi: quelli del riposo invernale, di certo meno colorati, ma altrettanto carichi di fascino

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