Siamo giunti nel mezzo della nuova stagione e tanti sono i frutti e i colori che ci regala questo periodo dell’anno. L’Inverno mite ha permesso un precoce e vigoroso risveglio primaverile. Tantissimi i fiori presenti sugli alberi

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già a fine Inverno avevo notato un gran numero di margherite sbocciare sui prati

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tantissime anche le coccinelle

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alcune delle quali dimostrano grande senso dell’equilibrio 🙂

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l’erba cresce velocemente sui campi di collina e il Sole si fa giorno per giorno sempre più tiepido

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anche il prugnolo selvatico si prepara a fogliare, i suoi fiori contrastano con il cielo e con la foschia padana

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nel frattempo gli storni si preparano alla bella stagione entrante, radunandosi in gruppi numerosi e rumorosi

Storni al tramonto - Colli di Rivalta

passano i giorni e con Aprile si inaugura la definitiva fioritura delle piante: mi diverto a fotografare le bellezze nel mio giardino

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belle le Camelie screziate

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per non parlare delle Peonie, qui in bocciolo

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e qui belle aperte, molto visitate ed apprezzate dalle api

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così come amano particolarmente i fiori di Timo

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tanti i colori e tante le forme

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le luci e le ombre

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profumi che per i più allergici (come me) non sono molto godibili 🙂 ,ma la grazia delle forme non si discute

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impossibile resistere alla voglia di fotografare questo turbinio di colori e pollini 🙂

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per il mio naso è molto meglio rifugiarsi ad altitudini più elevate, dove nuove leve escono dalla morsa invernale

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e sulle fronde di faggio si attende l’arrivo delle nuove foglie a fine mese

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Nei castagneti dell’Appennino Tosco-Emiliano si risvegliano i dormienti (Hygrophorus marzuolus), immersi nella morbida lettiera di foglie sui pendii umidi e muschiosi esposti a nord

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fungo non molto conosciuto, da molti neppure molto apprezzato, ma sopratutto ritenuto erroneamente “raro”. Molti “micoturisti” si sottopongono a lunghe trasferte in automobile per raggiungere le zone di ricerca dove ne è riconosciuta e rinomata la presenza , o luoghi di cui hanno carpito l’esistenza da altri o ricevuto semplicemente una “dritta”.

In realtà è possibile reperirlo quasi ovunque in buona parte d’Italia (sopratutto al Nord) a parte di cercarlo in questa ristretta cerchia di essenze che vado ad elencare: abete bianco, abete rosso, abete douglas, pino silvestre, pino nero, faggio, castagno, quercia, leccio, e non ne escludo qualcun’altra 🙂

Io stesso l’ho trovato in molti luoghi “non convenzionali” seguendo logica e istinto senza necessità di alcuna indicazione: ma si sa, i veri fungaioli sono sempre più rari 🙂

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Ragion per cui per scovare questi funghi semi ipogei (per metà interrati), devi avere ottima memoria e ricordare alla perfezione il bosco, siano pinete, querceti, castagneti, faggete, abetaie o altro

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Altro fungo ben più di moda sul nostro appennino è il Prugnolo (Calocybe gambosa). Un ottimo fungo, profumato e saporito, unico neo è l’habitat di crescita: un insieme di rovi, spine, macchie impenetrabili ed ovviamente, zecche.

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E’ un fugno che tocca l’apice della diffusione a cavallo tra Aprile e Maggio, è infatti chiamato anche Fungo di San Giorgio (23 Aprile), per il periodo di comparsa. Quest’anno paiono essere molto numerosi, sia per il terreno particolarmente “pronto” che per le frequenti piogge alternate a periodi soleggiati

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Nei prossimi giorni mi aspetto una buona crescita e mi preparo anche ad un buon numero di zecche da togliere. Vedremo cosa ci aspetta dopo questo giro di boa primaverile….

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