Parlare di chiusura invernale – una volta arrivati a metà Marzo – quantomeno per ragioni di calendario, dovrebbe essere cosa abbastanza certa, nonostante gli ultimi anni abbiano riservato notevoli colpi di coda invernali sull’appennino Tosco Emiliano. Anche quest’anno la neve è stata particolarmente protagonista nell’ultima parte dell’Inverno, con gli accumuli più significativi da fine Gennaio in poi.

Anche il vento non si è fatto pregare in queste ultime settimane, con tramontana forte e persistente per più giorni, di cui anche i notiziari hanno dato ampio risalto causa i numerosi danni provocati.

L’azione costante del vento è particolarmente avvertibile sui crinali, dove vere e proprie sculture di ghiaccio si formano spontaneamente

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una incredibile varietà di dettagli in ogni forma

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Il vento freddo e asciutto di tramontana rende ancora più brillante la luce diurna e intenso il blu del cielo

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Queste belle giornate hanno rappresentato le condizioni ottimali per escursionisti, ciaspolatori, scialpinisti e freddofili vari….tra cui il sottoscritto 🙂

Il Lago Santo, nel cuore del Parco dei Canto Laghi è un punto di passaggio obbligato per raggiungere rapidamente il crinale dal piazzale di Lagdei. Quando è ricoperto da neve e ghiaccio, molti decidono di prendere la “scorciatoia”, anzichè percorrere il sentiero classico a bordo lago

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con la possibilità di fare inquadrature non possibili nelle altre stagioni, se non stando a galla… 😀

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godendosi così prospettive nuove

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e creandosi nuove vie di passaggio….

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La quantità di neve a terra ad inizio Marzo, era nell’ordine di 120-130 cm a partire dai 1250 mt. a salire. Al di fuori dei sentieri più battuti, risultava molto faticoso procedere senza adeguata attrezzatura

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Giunti in quota era invece il vento forte da Nord a creare maggiore difficoltà

Il vento costante e l’esposizione del crinale a settentrione aiutano a formare una crosta di ghiaccio superficiale sul manto nevoso che rende problematica l’aderenza

Il crinale è spazzato da venti di risalita che sollevano i cristalli di ghiaccio superficiali

L’azione costante della tramontana e dell’irraggiamento nel versante lunigiano, rende quasi sgombro di neve il sentiero alto di crinale. Qui siamo in corrispondenza della Sella del Marmagna

anche la veduta verso il Monte Marmagna testimonia la quasi assenza di neve

Peccato non potersi soffermare molto a contemplare il paesaggio causa impetuosità del vento. Giusto un minuto per scorgere la valle del Magra distesa fino allo sbocco in mare

e per guardare verso le altre cime nelle valli ad oriente

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Un ultimo sguardo al Monte Aquilotto, la voglia di salire è forte, ma ancor di più le raffiche, per cui è tempo di ridiscendere

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Il pomeriggio avanza e non mi resta che sfruttare gli ultimi giorni in cui posso immortalare il tramonto ad orari “comodi”, prima dell’arrivo dell’ora legale a fine mese. Raggiungo il luogo a me più caro per questo tipo di fotografie

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La chiesetta di Passo del Cirone come è molto scenografica in ogni stagione

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colori sempre accattivanti quelli dei tramonti invernali

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paesaggi che presto muteranno completamente con l’incedere della Primavera

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quando ritroveremo i colori sgarcianti dei tramonti invernali nelle fioriture dei prati d’appennino

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Pronti via con la nuova stagione! 😀

 

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