Scrivo questo articolo, in quanto mi sono reso conto che il 2014 pare essere un anno particolarmente affollato di rettili nei boschi dell’appennino. Nelle uscite fatte sino ad ora, ne ho già visti parecchi (ben più di quanti non ne abbia visti in tutto il 2013!). Era abbastanza prevedibile sarebbe stata un’annata così: frutti, funghi e serpenti vanno spesso di pari passo, e quest’anno il passo pare molto spedito 🙂

Degli incontri possibili con i serpenti sul nostro appennino, il più rischioso è di certo quello con la vipera (Vipera aspis), in quanto si tratta anche dell’unico serpente velenoso presente sul nostro territorio. I serpenti restanti, sono i più diffusi e frequenti, e sebbene per molte persone rappresentino un pericolo, in realtà sono totalmente innocui, e sopratutto utili.

Come dicevo, la vipera è un potenziale pericolo per chi si reca in campagna in particolare durante la Primavera. E’ infatti in questo periodo che questi serpenti sono più presenti all’aperto, per incamerare calore durante le ore di Sole, adagiate vicino a roccie, muretti di sasso, nelle radure e ai bordi dei campi. Nei mesi estivi invece preferiscono evitare l’esposizione diretta alla luce solare, rifugiandosi per gran parte della giornata nelle tane sotteranee dei roditori o tra le rocce, prediligendo la caccia notturna. Inoltre, la temperatura ancora fresca dei mesi primaverili, rende le vipere intorpidite e ancora più pigre del solito, ragion per cui capita spesso di arrivare a mezzo metro da loro senza che si muovano di una virgola. Quindi, occhi aperti!

Questa qui sotto, incontrata a metà Maggio un paio d’anni fa, si stava riscaldando nelle ore centrali della giornata su di un pendio roccioso esposto a sudest. Ci arrivai quasi sopra, mi fermai, arretrai di qualche metro, presi la fotocamera e la fotografai senza il minimo cenno da parte sua di timore o di fuga

 

Vipera aspis

 

soltanto dopo numerose foto scattate si decise ad allontanarsi, e potei persino permettermi di filmarla durante la sua ritirata nella tana sotteranea. Il video mostra solo gli ultimi secondi (dimenticai di premere “REC” durante tutta la prima parte), ma posso assicurarvi che si ritirò con una calma che definire olimpica è poco, infatti impiegò quasi un minuto!

 

 

Le vipere di media raggiungono 60-80 cm di lunghezza anche se personalmente ne ho incontrate alcune molto grandi (quella sopra era enorme). I maschi sono di stazza maggiore rispetto alle femmine, la colorazione è variabile dal grigio al bruno-rossiccio con striature nere lungo tutto il corpo, la coda risulta corta e tozza. La testa è riconoscibile rispetto alle biscie, in quanto è triangolare anzichè arrotondata, ed hanno pupille ellittiche verticali (come quelle dei gatti) anzichè pupille tonde. Le zanne velenifere sono ripiegate sul palato, e vengono sollevate al momento del morso. La loro alimentazione è costituita principalmente da piccoli roditori, uccellini, o sauri (lucertole, ramarri ed orbettini). A differenza di molte biscie, localizza le prede tramite ricettori termici posti sotto gli occhi in grado di scovare le prede a sangue caldo anche nell’oscurità totale, ed utilizza la lingua biforcuta per fiutare gli odori.

Ecco un esempio di colorazione più rossiccia con cui si possono presentare

 

Vipera_web

 

I maschi raggiungono la maturità sessuale a circa 4 anni, e si contenderanno la femmina in Primavera quando, come gli altri serpenti, si esibiranno in rituali di combattimento anche efferati ma mai letali per lo sconfitto. Le vipere, a differenza degli altri serpenti sono ovovivipare, quindi sviluppano le uova al loro interno e si schiudono soltanto al momento del parto, quando possono partorire fino a 10-15 piccoli per volta già dotati di veleno e perfettamente autosufficienti.

Il morso delle vipere raramente porta alla morte gli uomini adulti, molto più a rischio sono bambini e persone cardipoatiche. Ho ricevuto notizia di un bimbo morso una settimana fa ed ora in coma, quindi fare molta attenzione a dove si mettono piedi (e mani) perchè si tratta pur sempre di serpenti velenosi, e possano ad alcuni piacere o meno, ma restano sempre serpenti e non animali da affezione!

Io stesso, quando ho incontrato esemplari adulti, non ho mai percepito il timore in questi serpenti, anzi. Se si incontrano in un luogo aperto, restano immobili se non ci si accorge di loro, appena si accorgono di essere visti, si allontanano lentamente (spesso “sibilando” come ammonimento) fino a raggiungere un luogo riparato da cui potere osservare, ed eventualmente attaccare se ulteriormente disturbati

 

Vipera2_web

 

Possibili confusioni con altri serpenti sono difficili, ma di certo il più “scambiato” e sovente preso a bastonate è la comune biscia d’acqua, conosciuta anche come biscia dal collare. La sua colorazione grigia a bande nere è molto simile alla vipera, ma testa tonda, pupille tonde e nere e coda slanciata sono caratteristiche abbastanza riconoscibili

E’ conosciuta come biscia d’acqua perchè adora particolarmente cibarsi di anfibi come rane e piccoli rospi, ma anche tritoni, lucertole o ancora piccoli pesci. Oltre ad essere innocuo per l’uomo, è anche un rettile molto mansueto e timido, che preferisce la fuga all’attacco. Se minacciata si finge morta col ventre in alto a bocca spalancata, emettendo un odore cadaverico per ingannare il potenziale aggressore. Anni fa mi capitò di vedere questo atteggiamento con un altro colubro.

Ecco la biscia dal collare (Natrix natrix) in una foto scattata anni fa, al riparo sotto un masso. Anche da lontano si vede bene la pupilla tonda e nera

 

Natrix

 

In questa immagine si può ben notare anche il tipico “collare” nero che la contraddistingue rispetto alla vipera

 

Biscia dal collare

 

Molto difficile invece la confusione con il più diffuso dei colubri: il Biacco (Hierophis viridiflavus)

Questo serpente è assai frequente per chi passeggia in campagna, a talvolta se ne vedono anche nella periferia delle città. Di certo è colui in cui mi sono imbattuto più spesso e posso affermare senza alcun dubbio che è il più aggressivo e irascibile tra tutti i serpenti sul nostro territorio. Seppur sprovvisto di veleno, è assai mordace e attacca ripetutamente se minacciato. E’ un animale che raggiunge grosse taglie (ne ho visti alcuni lunghi anche più di 2 metri), è veloce e snello, a proprio agio su terra, sugli alberi, e in acqua. Ho visto biacchi nuotare ed attraversare torrenti in piena, arrampicarsi su alberi a grande velocità, discendere dirupi verticali come nulla fosse!

In considerazione di tutto questo lo ritengo il “Superman” di tutti i nostri serpenti 🙂 . Trovandosi bene in ogni ambiente è ovviamente un cacciatore imbattibile. Dai roditori di piccola e grossa taglia, ad uccelli, anfibi, sauri e persino altri serpenti, è un predatore spietato. Si tratta di un cacciatore diurno e a differenza della vipera, caccia a vista, elevandosi anche più di un metro per scrutare l’ambiente circostante. La sua colorazione nera compare al momento della maturità sessuale, all’incirca al terzo anno di età, prima è di colore uniforme grigio chiaro. Il ventre è di colore verdognolo-giallastro da cui il nome latino “viridiflavus”.

A seguire inserisco un video di un giovane biacco, dove ben si nota la colorazione grigio/brunastra del dorso e gialla nel ventre, tipica di un biacco non ancora maturo sessualmente, tuttavia già in grado di raggiungere lunghezze notevoli

 

 

Anch’esso si accoppia in tarda Primavera, ed offre spettacoli di combattimento con altri maschi, e rituali di accoppiamento con le femmine, veramente unici. Qui, una istantanea di un biacco mentre scruta la posizione del rivale in amore prima di sferrare l’attacco. Quel giorno li osservai per diversi minuti arrotolarsi e mordersi a vicenda a pochi centimetri di distanza senza che mi degnassero della benchè minima attenzione….

 

biacco

 

Arriviamo all’ultimo serpente tra quelli più diffusi sul nostro appennino, ovvero il Colubro d’Esculapio (Zamenis longissimus). Tra tutti è sicuramente il più “famoso” non fosse altro perchè è il serpente raffigurato nel simbolo della medicina moderna. Era venerato infatti fin dai tempi degli antichi greci e romani, ed era rappresentato sulla verga del Dio della salute (Esculapio per gli antichi romani). Parte del nome “longissimus” la dice lunga sulle dimensioni di questo colubro; può infatti arrivare fino a 240 cm di lunghezza! Il suo aspetto è snello e slanciato, la colorazione è bruno-verdastra sul dorso e gialla sul ventre. Gli occhi e la testa tondi così come le pupille. E’ una specie diurna fino ad inizio Estate, in seguito si ritira in luoghi freschi e umidi durante il periodo di calura per poi uscire a cacciare durante il crepuscolo e la notte. La sua dieta comprende piccoli mammiferi, uccelli, sauri ed anfibi. Serpente assai timido, fugge per evitare lo scontro diretto.

La riproduzione avviene in Primavera e le femmine possono accoppiarsi con più maschi contemporaneamente, dando vita a vere e proprie matasse di serpenti, distintive di questa specie tra i colubridi.

Ecco questo colubro mentre si riposa tra l’erba alta vicino ad un canale di alta collina

 

saettone

 

Con questo ultimo esemplare concludo la rassegna dei serpenti dell’appennino Tosco-Emiliano, sperando possa essere utile per comprendere meglio le differenze e le abitudini di questi rettili. Come dicevo in apertura, prevedo un anno molto favorevole all’incontro di tutte queste specie, perciò ricordate sempre di fare molta ATTENZIONE a dove mettete mani e piedi, evitando di sedere nei pressi di muretti a secco di sasso o vicino a siepi folte ai bordi dei campi senza prima avere battuto ripetutamente a terra un bastone. Ma sopratutto, se incontrate uno di questi animali, evitate di avvicinarvi troppo e di considerarlo “amico”: in natura esistono soltanto due motivi di interesse per cui una specie animale si avvicina all’altra: predazione, o accoppiamento.

Non mi pare si rientri in questi casi…. 🙂

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